Perseverance ha inviato immagini di ciò che potrebbero essere i segni di un fiume turbolento

Il rover Perseverance della Nasa ha inviato delle nuove immagini che potrebbero mostrare segni di quello che un tempo era un fiume turbolento su Marte.
Si tratterebbe di un fiume che era più profondo e più veloce di quanto gli scienziati abbiano mai visto in passato e che presumibilmente faceva parte di una rete di corsi d'acqua che confluivano nel cratere Jezero, ovvero l'area che il rover sta esplorando da quando più di due anni fa è “atterrato” là
(non so quale termine si potrebbe usare correttamente per indicare l’arrivo su Marte, perché se per gli arrivi sulla Luna si parla di allunaggio, per la discesa di un mezzo sul pianeta rosso dubito che si possa parlare di ammartaggio).

Gli scienziati pensano che le bande di rocce viste in queste immagini possano essere state formate da un fiume molto veloce e profondo e che esse costituiscano la prima prova di questo tipo che sia stata trovata su Marte.

Inoltre, le prove che sono state trovate su queste rocce stanno portando gli scienziati a ripensare a come apparivano gli ambienti acquatici sull'antico Marte.

La comprensione di questi ambienti acquosi potrebbe aiutare gli scienziati negli sforzi che stanno compiendo per cercare segni di un'antica vita microbica che potrebbe essere stata preservata nella roccia marziana.

Perseverance sta esplorando la cima di un mucchio di roccia sedimentaria a forma di ventaglio alto 250 metri e caratterizzato da strati curvi che suggeriscono l’antica presenza di acqua che scorre.

Una domanda a cui gli scienziati vogliono rispondere è se quell'acqua scorresse in corsi d'acqua relativamente poco profondi - più vicini a ciò di cui il rover Curiosity della NASA ha trovato prove nel Gale Crater - oppure se quell'acqua scorresse in un sistema fluviale più potente.

Ricucendo insieme le centinaia di immagini catturate dallo strumento Mastcam-Z di Perseverance (che ha anche rivelato indizi importanti, come grani di sedimenti grossolani e ciottoli) sono stati ottenuti due nuovi mosaici, che suggeriscono che un tempo là ci fosse proprio un potente sistema fluviale.

Infatti, Libby Ives, la ricercatrice post-dottorato che gestisce il rover Perseverance presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha affermato che
“Quelli indicano un fiume ad alta energia che trasportava molti detriti.
Più potente è il flusso d'acqua, più facilmente esso è in grado di spostare pezzi di materiale più grandi".

Forte del suo background nello studio dei fiumi terrestri, Libby Ives ha trascorso gli ultimi sei mesi ad analizzare le immagini della superficie del Pianeta Rosso, per poi dichiarare:
"È stato un piacere guardare le rocce su un altro pianeta e vedere processi così familiari".

Già anni fa gli scienziati avevano notato una serie di bande curve di roccia stratificata all'interno del cratere Jezero, le quali erano state soprannominate "l'unità curvilinea".

Però, mentre prima essi potevano vedere questi strati solamente dallo spazio,
adesso, grazie a Perseverance, sono finalmente in grado di poterli vedere da vicino.

In particolare una posizione all'interno dell'unità curvilinea, soprannominata "Skrinkle Haven",
che il rover Perseverance Mars ha catturato in uno dei nuovi mosaici Mastcam-Z ottenuto dalle riprese di una collina isolata soprannominata "Pinestand",
ha fatto discutere gli scienziati, perché, pur essendo sicuri che quegli strati curvi siano stati formati da acqua che scorreva potente, essi si sono interrogati su che tipo di fiume potesse essersi trattato:
- era un fiume come il Mississippi, che si snoda come un serpente attraverso il paesaggio ?
- oppure era un fiume intrecciato come il Platte del Nebraska, che forma piccole isole di sedimenti, costituiti in pratica da banchi di sabbia ?

Guardandoli da terra, gli strati curvi appaiono disposti in file che si increspano attraverso il paesaggio.

Potrebbe trattarsi dei resti degli argini di un fiume che si sono spostati nel tempo oppure potrebbe trattarsi dei resti di banchi di sabbia che si sono formati nel fiume.

Gli strati erano probabilmente molto più alti in passato.
Gli scienziati sospettano che dopo che questi cumuli di sedimenti si sono trasformati in roccia, essi siano poi stati sabbiati dal vento nel corso degli eoni e scolpiti fino alle loro dimensioni attuali.

Michael Lamb di Caltech, uno specialista fluviale e collaboratore del team scientifico di Perseverance, ha detto che
"Il vento ha agito come un bisturi che ha tagliato le cime di questi depositi"
...
“Vediamo depositi come questo sulla Terra, ma non sono mai così ben esposti come lo sono qui su Marte.
La terra è ricoperta di vegetazione che nasconde questi strati”.

Il secondo mosaico catturato da Perseverance mostra "Pinestand", una collina isolata con strati sedimentari che si incurvano verso il cielo, alcuni alti fino a 20 metri, che, pur facendo parte dell'unità curvilinea,  si trova in una posizione separata a circa un quarto di miglio (450 metri) da Skrinkle Haven.

Gli scienziati pensano che questi alti strati potrebbero essere stati formati da un fiume potente,  ma essi stanno esplorando anche altre spiegazioni.

La ricercatrice Libby Ives, ha quindi detto che
"Questi strati sono insolitamente alti per i fiumi sulla Terra, ma allo stesso tempo, il modo più comune per creare questo tipo di morfologia sarebbe un fiume".

Il team sta continuando a studiare le immagini di Mastcam-Z alla ricerca di ulteriori indizi.

Gli scienziati stanno anche scrutando sotto la superficie, usando lo strumento radar che penetra nel terreno, posto su Perseverance e che viene chiamato RIMFAX (abbreviazione di Radar Imager for Mars' Subsurface Experiment).
Ciò che entrambi gli strumenti consentiranno di apprendere contribuirà all’ulteriore espansione di quel corpo, in continuo ampliamento, di conoscenze sull'antico passato acquoso di Marte.

Katie Stack Morgan del JPL, vice project scientist di Perseverance, ha così dichiarato che
“La cosa eccitante qui è che siamo entrati in una nuova fase della storia di Jezero.
Ed è la prima volta che vediamo ambienti come questo su Marte"

"Stiamo pensando ai fiumi su una scala diversa rispetto a prima".

Uno degli obiettivi chiave per la missione di Perseverance su Marte è l'astrobiologia,
compresa la ricerca di segni di antica vita microbica.
Il rover caratterizzerà quindi la geologia del pianeta e il clima passato,
aprirà la strada all'esplorazione umana del Pianeta Rosso
e sarà la prima missione a raccogliere e immagazzinare roccia e regolite marziane.


Images From NASA's Perseverance May Show Record of Wild Martian River
https://mars.nasa.gov/news/9399/images-from-nasas-perseverance-may-show-record-of-wild-martian-river/?utm_source=iContact&utm_medium=email&utm_campaign=nasas-mars-public-engagement-team&utm_content=20230606-MarsNewsletter